“Meglio cinque minuti di esercizio ogni giorno che tre ore prima del concerto. Perché è la costanza che sostiene e rafforza quella connessione tra cervello e mano così insolita ma preziosa per lo sviluppo di tutto l’essere umano”. Ci sono tornate in mente, ieri, le parole della Prof di musica, le stesse che ripetiamo sempre quando ci chiedono il senso dei gruppi di lettura.

Che la lettura diventi pratica quotidiana, abitudine naturale, spazio personale e poi comunitario, è quello che ci interessa e guida. Perché da qui, da questo stare insieme, da questo incontrarsi una volta al mese intorno a un libro, nascono relazioni e amicizie. Da qui, si tessono trame di un presente più leggero perché condiviso, tracce di futuro più umano. Sabato pomeriggio c’erano due gruppi. I piccoli e i grandi. Volti nuovi. La timidezza degli inizi.

“Cara Daniela, l’incontro di ieri è stato indescrivibile oltre che per densità soprattutto per intensità. Oltre 30 persone che leggono e discutono, senza parlarsi sopra. Fantastico!”. Ed è così che davvero accade. Un ritrovarsi che resta come eco bella per la settimana che segue. Uno spazio in cui ciascuno coltiva e allena ascolto e gentilezza. Pagina dopo pagina impariamo a osare altri generi e altre vette, ci fidiamo e sfidiamo nel consigliarci i libri. Ci mettiamo alla prova. Diventiamo più confidenti e più esperti. Nella letteratura e nella vita.I cerchi ne diventano l’espressione visiva più potente.

La cosa che fai è di valore perché le persone hanno bisogno di stare insieme”, le ha detto un’amica dopo aver partecipato ad un incontro.“ Quindi il libro è solo uno strumento di amicizia. E l’altra unicità, che apprezzo, è il modo in cui la fai: con semplicità ma accuratezza”. Che è quello che desideriamo, una semplicità che possa avvicinare ai testi. “La società andrebbe rifondata, volta com’è alla prestazione, al giudizio, al successo”, diceva qualcuno stamattina, “ripartendo dalla vita reale, dalla ricerca di quotidianità”. È il senso. Cosa fate ai gruppi? Ci chiede ancora qualcuno. Tutto e nulla, perché il gruppo è la meta e lo stimolo. È il compimento di trenta giorni di lettura. Per dodici mesi l’anno. È una strada. Quella che abbiamo ritrovato nella Mappa delle parole belle di Sara Vincetti.Inizia una nuova settimana: sul comodino un nuovo libro per ciascuno dei gruppi.E la certezza che, a piccoli passi, qualcosa di nuovo accadrà. Prossimo appuntamento 14 ottobre.

In tour.

“Da quando faccio formazione, nessuno mai ha definito così bene un opposto” “Grazie a te che dedichi la vita, come

Nero su La Repubblica di oggi

Ci siamo svegliati così, stamattina. Un messaggio e la sorpresa di un’uscita sul giornale. La copertina del “nostro” nuovo titolo