Read Red Road Libreria per Bambini Roma | Tablet o le letture ad alta voce?
La libreria (ri)torna ad essere luogo di incontro e condivisione
read red road, libreria per bambini piazza bologna, libreria per bambini via padova, via padova 51, il messaggero, libreria piazza bologna, libreria per bambini roma, libri per bambini, letture ad alta voce roma, tutti i martedì a via padova 51
16919
single,single-post,postid-16919,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,paspartu_enabled,paspartu_on_top_fixed,paspartu_on_bottom_fixed,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive
 

Non solo tablet: il Messaggero parla di noi

il-messaggero-read-red-road

Non solo tablet: il Messaggero parla di noi

Un tempo, vite fa, la sua amica, e, all’epoca, collega, Claudia, presentando la futura libraia ai nuovi contatti la introduceva così: “Lei è Daniela e tra pochi minuti scoprirete di avere un amico in comune”. Accadeva regolarmente. E non per caso.  Perché,  lei, l’inconsapevole libraia, emigrante di fatto e per vocazione, si spostava, si muoveva e conosceva persone. Con la sua innata curiosità,  il desiderio continuo di conoscere e sapere, il richiamo irresistibile per la strada, aveva cambiato città e lavori, case e compagnie. Ogni volta aveva intessuto reti e relazioni, di ogni esperienza aveva fatto tesoro, allargando mente e cerchi a di amici. All’epoca, Facebook non esisteva, eppure bastava davvero un nesso minimo per creare un contatto, trovare una relazione e avviare una collaborazione. E mentre passavano gli anni, quella capacità di fare rete aumentava e, a tratti, si specializzava. Beneficiava della sua sensibilità nel cogliere potenzialità inespresse, nelle doti inconsapevoli di motivatore, nella capacità di intuire talenti e possibilità, nel suo interesse per gli altri. Stasera ci vediamo a cena? Sì, ma quanti siamo? Sei (il tavolo non aveva più posti e lei non aveva più sedie) e chi conosco? Conosci me, gli altri ti piaceranno.
Erano così le cene a casa sua. Persone che non si conoscevano e che, poi, diventavano amici e i suoi contatti, contatti di altri. Nascevano progetti e incastri belli e inattesi. In quel periodo  aveva conosciuto quello che sarebbe stato il suo compagno di strada e di quel loro modo naturale e appassionato e spassionato (come si dice al sud) di fare networking, avevano fatto tesoro.
Poi arriva la  libreria. E tutto si amplifica. I bimbi si conoscono a via padova e si riconoscono al parco. Le mamme si ritrovano al mare o in montagna. O a scuola, o in palestra. Amici di amici di amici. Il passaparola corre veloce. La libreria diventa il collante. O il contatto. O il punto di avvio. Come quando arrivano le persone a proporti attività. Alcune consapevoli, altre meno. Alcune timidissime ma piene di talento e di un luogo in cui provarlo. Arrivano. E lei ci crede. E offre uno spazio. Dà fiducia. E stimola. E incoraggia. Così accadono cose belle. Magiche. Come Francesca, che pensava di essere solo un’educatrice e oggi progetta e realizza laboratori o allestimenti che non immaginava possibili. O Pamela, che conosci cliente e poi scopri un mondo. E i primi laboratori li realizza qui. E poi va, per la sua strada, o in altre librerie amiche a cui non puoi che presentarla. Perché le reti servono a questo. A dare e ricevere,  a entrare e uscire, in quel circolo virtuoso dello scambio di competenze e conoscenze. Le reti, quell’intreccio prezioso e stimolante. Le reti, o la rete, che ti fa conoscere da una giornalista, donna non a caso, neo mamma, e che ti chiama e ti fa tante domande. E ti offre uno spazio di visibilità “perché da mamma mi sono accorta che i vostri spazi sono preziosi e vanno resi noti” e il passaparola si amplifica. E non puoi che esserne grata. La rete: quella tessitura di fili che restano tali ma che insieme creano trame. Fitte o larghe, colorate come le storie. Come le pagine che possiamo scrivere solo insieme, noi e voi.

No Comments

Post A Comment